Tu e io. Incontri di terapia di gruppo a Roma

Parte a Maggio il gruppo di terapia sul tema della coppia.

Gli incontri si terranno il Lunedì dalle ore 19.00 in Via Acherusio 30 00199 Roma (zona Nemorense).

Perchè si sceglie un compagno piuttosto che un altro? che bisogni inconsci si cerca di soddisfare? che ruolo si assume con l’altro? che tipo di coppia si costruisce?Perchè si sceglie di essere soli?

Gli incontri sono aperti a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza della propria vita di coppia col fine di migliorare e godere della proprie relazioni.

Sono aperte le iscrizioni per un massimo di 8 partecipanti.

Il gruppo si incontrerà una volta ogni due settimane, avrà un costo di 35€ a incontro e sarà condotto dalla Dr.ssa Spiridigliozzi e Dr.ssa Grammatica.

E’ previsto un colloquio individuale conoscitivo prima dell’inserimento in gruppo. Il colloquio è gratuito.

Per informazioni e appuntamenti chiama al 347.0114161.

Lagom ovvero cosa importare dalla Svezia oltre ai mobili Ikea.

C’è una parola in svedese che serve a descrivere il rapporto con il mondo di questo popolo: lagom.

E’ un aggettivo che si traduce difficilmente in italiano, forse perché il concetto che sottintende è estraneo alla nostra cultura, infatti ha a che vedere con ciò che è sufficiente, che ha la giusta misura, che è appropriato. Si dice che derivi da un antica abitudine dei vichinghi che nelle pause di lavoro si passavano un corno di sidro da cui ognuno beveva per dissetarsi, nutrirsi e recuperare energia. Nel compiere questo semplice gesto ognuno teneva conto degli stessi bisogni degli altri e per questo beveva solo il necessario e non una goccia in più.

Un modo di vivere improntato sul lagom si traduce con il valore per l’equilibrio e la ricerca dell’ottimale media tra gli opposti. Significa che nel vivere la propria vita di tutti i giorni, si prendono in considerazione allo stesso modo i propri bisogni e quelli delle altre persone. E’ l’equilibrio tra lo spazio personale e lo spazio collettivo.  Combinare al meglio due esigenze in apparenza contraddittorie come noi stessi e gli altri è alla base del concetto di squadra e di coralità.  L’esercizio della coralità consiste nel dare qualcosa di se, lasciando il segno della propria presenza, e prendere qualcosa dagli altri, portare dentro di se qualcosa di estraneo da noi. Per farlo bisogna avere dei confini individuali adeguatamente sviluppati: non troppo rigidi da non far passare niente ma nemmeno troppo lassi che lascino entrare o uscire ogni cosa. Gestire i propri spazi e stare allo stesso tempo bene con gli altri senza rinunciare a se stessi è una cosa che si impara. Le regole familiari prima e sociali poi servono proprio a questo.

Quando l’equilibrio è presente si sviluppa nel cittadino un rapporto capace di garantire un senso di appartenenza senza sottomissione o dominio. Quando invece manca, il senso di frustrazione e ingiustizia sociale, insieme ad un eccessivo individualismo, la fanno da padroni.

Noi italiani siamo eccessivi in tutto, nel bene e nel male, è la nostra forza ma anche la nostra dannazione.

Eppure i nostri antenati ce lo insegnavano “Est modus in rebus”, pare che ce lo siamo dimenticati.