Che la forza non sia con te…a volte.

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Ci sono dei comportamenti che crediamo ci aiutino ad essere più felici mentre in realtà ci spingono ancora di più verso le nostre decisione copionali più dolorose.
In Analisi Transazionale si chiamano spinte e sono 5: Sii perfetto, Sii forte, Compiaci, Sforzati e Sbrigati. Ciascuno di noi ha di solito una o due spinte preferite.
Apparentemente sono comportamenti di buon senso quindi quasi nessuno riesce a cogliere l’aspetto negativo di affermazioni-spinte del tipo : “Se devi fare una cosa la devi fare perfettamente“, “non essere così infantile“, “non è carino fare così“, “se non riesci la prima volta riprova e riprova” o  “sbrigati“. Infatti sono così sottilmente cammuffati da virtù del Genitore che noi tendiamo a non accorgerci che questi invece sono inviti al Bambino Adattato all’infelicità.
Per questo motivo è importante riconoscerli.
In un articolo di qualche tempo fa ho preso in considerazione la Spinta Compiaci, oggi invece parlerò dei meccanismi psicologici sottostanti il Sii Forte.
Essere forti nei momenti in cui è necessario è sicuramente una risorsa, essere obbligati a mostrarsi forti costantemente significa presentarsi agli altri con una maschera per non vedere e far vedere le proprie debolezze o fragilità, per paura di essere rifiutati per come si è. Chi è così non chiede nulla (quindi non ottiene nulla) perchè il suo Bambino è convinto di non essere degno d’amore.

Mettere  la maschera fa si che si disattivano tutte le altre emozioni perchè vengono considerate una minaccia alla propria identità di forte:  non ci si può permettere di avere paura, di essere triste o di sentire e manifestare tenerezza, in poche parole non è permesso SENTIRE se stessi. La forza fisica e affettiva è l’unica cosa che deve essere esibita per dimostrare di valere, dunque il sentimento prevalente, quando non prevale l’assoluta mancanza di sentimenti, è la rabbia.
Di solito i forti sono stati dei bambini molto responsabilizzati, piuttosto che essere stati bambini spensierati erano degli adulti in miniatura.

COSA SI PUO’FARE

  • Innazitutto favorire un’educazione dei sentimenti per ricostruire la parte affettiva nascosta e svalutata;
  • Imparare ad accettare la propria fragilità, considerandola un tratto che caratterizza gli esseri umani piuttosto che  qualcosa di riprovevole;
  • Rendersi conto che non sempre i tentativi di avvicinarsi agli altri riescono, dandosi il permesso di essere rifiutato qualche volta;
  • Infine, imparare  che solo chiedendo agli altri ciò che si vuole potrà consentire agli altri la possibilità di darglielo.

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