La psicoterapia al tempo del Coronavirus

Terapia online

Sono passate ormai settimane dall’inizio di questa emergenza planetaria e quello che all’inizio sembrava così sconvolgente sta piano piano assumendo contorni sempre più familiari: rimanere in casa tutto il giorno, non poter uscire quando vogliamo, programmare quando fare la spesa, studiare e lavorare via Skype.

Anche la psicoterapia ha subito questi stravolgimenti, non più sedute in studio ma via computer.

L’esperienza personale e dei tanti colleghi mi dice che è una cosa che si può organizzare e svolgere in maniera ottimale al pari di una psicoterapia dal vivo.

Poiché a questa fase di emergenza ne seguirà una di riorganizzazione di tutte le nostre abitudini penso che sia importante iniziare a pensare che la modalità online sarà la modalità prevalente della nostra attività terapeutica.

Se avete bisogno di un supporto psicologico, soprattutto dopo questo periodo, contattami al 3470114161 oppure clicca sul pulsante qui sotto per prenotare un appuntamento.

Anima gemella? No, grazie

 

Oltre a tangentopoli, gli anni 90 saranno ricordati come il periodo in cui nascono e hanno successo tantissimi telefilm di cui ancora adesso si ha nostalgia (io moltissima).
Tra le caratteristiche che rendevano avvincenti queste serie tv c’erano le coppie che si formavano, crescevano Continua a leggere

Un uomo solo può cambiare se stesso e il mondo

Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole [..] è una storia esemplare che racconta di come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.

L’uomo che piantava gli alberi. Jean Giono

Passeggiando in una vallata senza alberi, tra villaggi ormai abbandonati e terre brulle,  un ragazzo incontra un pastore insieme alle sue pecore che gli offre da bere.

Il pastore si chiamava Elzéard Bouffier, dopo essere rimasto vedovo, si era ritirato in quella landa desolata avendo come obiettivo il piantare più ghiande possibili.  E questo aveva fatto fino alla fine dei suoi giorni: per quarant’anni, Bouffier aveva continuato a piantare alberi. Prima querce, poi faggi e betulle cosicchè la valle, da brulla e desolata, si era trasformata lentamente in una grande foresta con torrenti d’acqua e tanti animali.

Un uomo solo, per nulla rassegnato dalla morte della moglie, nonostante il dolore ma anzi proprio a partire da quello, riesce a immaginare un progetto per la propria vita che inevitabilmente coinvolgerà tutto il mondo intorno.

Un breve racconto allegorico che vale la pena leggere e guardare qui.