La psicoterapia al tempo del Coronavirus

Psicoterapia online

Sono passate ormai settimane dall’inizio di questa emergenza planetaria e quello che all’inizio sembrava così sconvolgente sta piano piano assumendo contorni sempre più familiari: rimanere in casa tutto il giorno, non poter uscire quando vogliamo, programmare quando fare la spesa, studiare e lavorare via Skype.

Anche la psicoterapia ha subito questi stravolgimenti, non più sedute in studio ma via computer.

L’esperienza personale e dei tanti colleghi mi dice che è una cosa che si può organizzare e svolgere in maniera ottimale al pari di una psicoterapia dal vivo.

Poiché a questa fase di emergenza ne seguirà una di riorganizzazione di tutte le nostre abitudini penso che sia importante iniziare a pensare che la modalità online sarà la modalità prevalente della nostra attività terapeutica.

Se avete bisogno di un supporto psicologico, soprattutto dopo questo periodo, contattami al 3470114161 oppure clicca sul pulsante qui sotto per prenotare un appuntamento.

Indovina chi viene a cena. Capire il nostro rapporto con il cibo.

Come sviluppiamo il nostro rapporto con il cibo?
Perché da bisogno fisiologico diventa, in alcuni casi, un problema?
Che ci diciamo quando decidiamo di mangiare o non mangiare qualcosa?
Se siete curiosi di approfondire questi e altri interrogativi legati al cibo partecipate al prossimo incontro di gruppo.

Sarà un laboratorio esperienziale per scoprire come è iniziato e si è sviluppato il nostro rapporto con il cibo.

Un incontro in gruppo in cui imparare a riconoscere le parti delle personalità implicate nei comportamenti alimentari per iniziare a trasformare quelli che non ci piacciono o che ci mettono a disagio.

Il prezzo è di 25€.

2 Ottobre 2019 delle 18.00 alle 20.00

Vi aspetto!

Quando non hai le parole per dirlo

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.

Ludwig Wittgenstein

Il linguaggio è  un mezzo per esprimere chi siamo.

Attraverso di esso trasmettiamo idee, significati, relazioni.

È  in questo modo che costruiamo il nostro mondo: più parole avrò a disposizione, più grande sarà il mondo in cui mi muoverò, più risorse interne avrò.

Quando un paziente arriva in terapia il suo mondo si è fissato e rimpicciolito fino a bloccarlo e a impedirgli di scegliere nuove strade.

Aiutare a ritrovare complessità ed alternative ad una situazione impoverita è uno degli intenti del mio lavoro di terapeuta che passa anche nel trovare le parole giuste per dire le cose.

Se dico “Ho paura” cosa intendo veramente?

A disagio, inquieto, preoccupato, agitato, allarmato, impaurito, spaventato, vulnerabile, atterrito, sbigottito, sconvolto, terrorizzato, sgomento.

Quante sfumature!

Ognuna di essa esprime una intensità specifica che da voce proprio ad uno specifico stato d’animo che consente di esprimere al meglio quello che si prova evitando incomprensioni.